Contabilizzazione: l’obbligo è uno, le decisioni sono tre
Installare i dispositivi è la parte breve. Il criterio di ripartizione, i tempi delle letture e la responsabilità del conguaglio si decidono prima, perché dopo diventano trattative.
Che cosa impone la norma, e cosa lascia decidere
Sugli impianti centralizzati la normativa nazionale — il decreto legislativo 102 del 2014 — chiede di misurare il consumo di ciascuna unità, con contatori diretti dove è tecnicamente possibile e con ripartitori dove non lo è. La valutazione di fattibilità è tecnica ed economica, e va documentata: è quella che regge la scelta se qualcuno la contesta.
Alla misura si accompagna la regolazione, cioè le valvole termostatiche: senza la possibilità di regolare, misurare non cambia niente di quello che succede in casa.
La norma dice di misurare, non come dividere l’importo. Il criterio lo delibera il condominio, e la norma tecnica di riferimento è la UNI 10200: divide la spesa in una quota legata al consumo volontario e una legata al consumo involontario — le dispersioni della rete e la potenza tenuta a disposizione di tutti.
Sono quindi due delibere distinte, e conviene votarle come tali: l’intervento sull’impianto e il criterio con cui si divide la spesa. La prima riguarda il cantiere, la seconda cambia quanto paga ciascuno.
Cosa viene installato, e dove
È la soluzione degli edifici a colonne montanti, cioè la maggioranza del costruito meno recente: i radiatori di uno stesso appartamento stanno su circuiti diversi, e un contatore unico per l’unità non esiste. Il dispositivo si fissa sulla superficie del radiatore e non richiede opere murarie.
Restituisce unità di ripartizione, non kilowattora: servono a confrontare le unità dello stesso stabile fra loro.
Negli edifici a distribuzione orizzontale, con una diramazione per appartamento, si installa un contatore di calore vero: misura portata e salto di temperatura e restituisce energia.
È la soluzione più precisa, e la sua fattibilità dipende dall’impianto esistente, non dalla volontà di chi decide.
Sostituiscono il rubinetto del radiatore e permettono di impostare la temperatura stanza per stanza. Hanno una posizione minima antigelo: proteggono l’impianto e i muri, e per questo un radiatore non si chiude mai del tutto.
Sono la parte che il residente usa davvero, ed è quella su cui vale la pena spendere dieci minuti di spiegazione all’assemblea.
Il servizio, che è la parte lunga
I dispositivi si leggono a distanza, quindi dopo l’installazione non serve più far entrare nessuno. Da quelle letture nasce il conguaglio di fine stagione, ed è lì che il servizio si vede: un conguaglio che arriva a stagione ampiamente chiusa toglie a chi ha consumato meno la possibilità di vedere l’effetto del proprio comportamento mentre lo tiene.
Il termine di consegna va scritto in giorni dalla chiusura della stagione. È la voce su cui i fornitori si differenziano di più, ed è anche la più facile da confrontare in offerta, perché è un numero.
Come si stima il consumo di un’unità il cui dispositivo si è guastato. Entro quando arrivano le letture. E chi risponde di una ripartizione sbagliata.
Non sono formalità: sono le tre domande che arrivano puntualmente al primo conguaglio contestato, e a quel punto la risposta è una trattativa invece che una clausola.
Gli indici unici, e altre trappole
Quando si gestiscono più condomini con lo stesso sistema, i codici e le anagrafiche vanno tenuti distinti per stabile. Un identificativo unico su tutta la gestione impedisce a due condomini di avere ciascuno la propria numerazione, e l’errore si scopre al primo conguaglio incrociato.
È un dettaglio tecnico che riguarda chi eroga il servizio, non l’assemblea. Vale la pena chiedere come viene gestito.
Fra due stagioni cambiano il prezzo del combustibile e la rigidità dell’inverno. Un conguaglio più alto dell’anno scorso può convivere con un consumo più basso, e viceversa.
Il confronto che informa è la posizione relativa: quanto ha consumato quell’unità rispetto alla media dello stabile, nella stessa stagione.
Le domande che arrivano
Le valvole termostatiche sono obbligatorie?
Si può ripartire tutto per millesimi anche dopo la contabilizzazione?
Chi risponde se la ripartizione è sbagliata?
Cosa succede se un ripartitore si guasta?
Si può passare dai ripartitori ai contatori diretti?
Prima della delibera servono due cose: la fattibilità documentata e il criterio di ripartizione scritto. Entrambe si preparano sullo stabile.
Chiedi una valutazione