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Cogenerazione: conviene dove il calore serve tutto l’anno

Produrre energia elettrica e calore nello stesso impianto rende quando il calore trova un impiego continuo. Il dimensionamento si fa sulla curva del fabbisogno termico, non sulla potenza elettrica.

La condizione che decide tutto

Le ore in cui il calore viene usato

Un cogeneratore produce elettricita’ e calore insieme. Il vantaggio rispetto ad acquistare l’una e produrre l’altro separatamente esiste solo per le ore in cui il calore viene effettivamente impiegato: il calore prodotto e non usato non e’ un risparmio, e’ uno scarto.

Per questo i processi che lavorano su piu’ turni e con fabbisogno termico continuo sono il terreno naturale della cogenerazione, e le lavorazioni stagionali quasi mai lo sono.

Si dimensiona sul carico di base

La taglia si sceglie sulla curva del fabbisogno termico ordinata per durata, non sul picco. Una macchina tagliata sul picco lavora al minimo per gran parte dell’anno, che e’ la condizione in cui rende peggio e si usura di piu’.

Il criterio pratico e’ inseguire il carico di base e lasciare i picchi a una caldaia di integrazione, che costa meno e si accende poco.

Il riconoscimento CAR

Non e’ una targa, e’ una misura annuale

La qualifica di cogenerazione ad alto rendimento si ottiene dimostrando ogni anno, sui dati misurati, un risparmio di energia primaria rispetto alla produzione separata delle stesse quantita’.

Ne discende una conseguenza gestionale che si sottovaluta: i dati vanno raccolti durante l’anno, non ricostruiti a dicembre. Un impianto condotto senza attenzione puo’ uscire dalla soglia proprio nell’anno in cui ha lavorato di piu’.

Cosa porta con se’

Il riconoscimento apre l’accesso a benefici previsti dalla normativa vigente, che vanno verificati sull’anno in corso perche’ le regole del meccanismo cambiano nel tempo.

In un piano economico i benefici legati al riconoscimento sono un ricavo condizionato: vanno tenuti separati dal risparmio di combustibile, che dipende solo da come la macchina lavora.

La manutenzione entra nel conto

Un cogeneratore non e’ una caldaia, e’ un motore. Ha una manutenzione programmata legata alle ore di funzionamento, fermate pianificate e un consumo di materiali di esercizio.

Queste voci stanno nel piano economico accanto al combustibile. Un conto che le omette fa sembrare il rientro piu’ rapido di quanto sia.

Come si verifica se ha senso

Prima la curva, poi il catalogo

Serve il profilo orario del fabbisogno termico ed elettrico su un anno intero, non i totali. Due stabilimenti con lo stesso consumo annuo possono avere curve opposte, e su una la cogenerazione rende mentre sull’altra no.

Dove il profilo orario non e’ disponibile si ricostruisce dai cicli produttivi e da una campagna di misura: e’ il primo passo, e coincide con quello di una diagnosi.

Le alternative che vanno confrontate

Prima di un cogeneratore vanno valutati i recuperi termici: recuperare calore che oggi viene disperso costa meno e non aggiunge un motore da condurre. Spesso riduce anche il fabbisogno su cui il cogeneratore andrebbe dimensionato.

L’ordine giusto e’ quindi: prima ridurre il fabbisogno termico, poi decidere come coprirlo. Invertirlo porta a macchine piu’ grandi del necessario.

Le domande che arrivano

Da quante ore all’anno conviene?
Non esiste una soglia valida per tutti, perche’ dipende dal prezzo relativo di combustibile ed energia elettrica e dall’investimento. Quello che vale sempre e’ il criterio: sotto un certo numero di ore con calore effettivamente impiegato l’investimento non rientra, per quanto la macchina sia efficiente.
Il calore in eccesso si puo’ vendere?
Dove c’e’ un’utenza vicina e una rete che la raggiunge, si’. E’ una valutazione che va fatta prima del dimensionamento, perche’ cambia la taglia della macchina: contare su una cessione non ancora contrattualizzata e’ il modo classico di sovradimensionare.
Serve il riconoscimento CAR per far funzionare l’impianto?
No: l’impianto funziona comunque e il risparmio di combustibile resta. Il riconoscimento riguarda i benefici collegati, si chiede ogni anno sui dati misurati, e un anno mancato non pregiudica quelli successivi.
Che spazio richiede?
Oltre al locale per il motore servono i collegamenti termici verso l’utenza e lo scarico dei fumi, ed e’ la parte che piu’ spesso vincola la scelta su un sito esistente. Va verificata in sopralluogo prima di mettere la soluzione a piano economico.
Si integra con il fotovoltaico?
Si’, e le due cose lavorano in momenti diversi: il fotovoltaico produce di giorno e con il bello, il cogeneratore quando serve calore. Il confronto va fatto sul profilo orario complessivo, altrimenti si sovrappongono due produzioni nelle stesse ore.

La convenienza si legge sulla curva oraria, non sui totali annui. Serve un anno di dati, e li leggiamo noi.

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