TEE (certificati bianchi)
- Per esteso
- Titoli di Efficienza Energetica
- In una riga
- Titoli che valgono una tonnellata equivalente di petrolio risparmiata, riconosciuti a chi realizza un intervento di efficienza e rivendibili sul mercato.
- Riferimento normativo
- DM 11 gennaio 2017 · gestiti dal GSE
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Cosa sono, senza sigle
Lo Stato ha imposto a certi distributori di energia un obiettivo annuale di risparmio. Quei distributori possono raggiungerlo in due modi: facendo interventi propri, oppure comprando il risparmio da chi gli interventi li ha fatti davvero. Il titolo che si scambia è il TEE, e ne vale uno per ogni tonnellata equivalente di petrolio risparmiata — un'unità di misura dell'energia, non del denaro.
Il risultato pratico è che un intervento di efficienza produce due cose: una bolletta più bassa e un titolo vendibile. Il secondo abbassa il costo del primo.
Chi li richiede
Li riconosce il GSE, su domanda, e la domanda richiede una rendicontazione tecnica: cosa è stato fatto, quanto si risparmia, come lo si è misurato, per quanti anni. Non è documentazione che un condominio o una piccola impresa possa preparare in proprio, ed è la ragione per cui la domanda la presenta quasi sempre la ESCo che ha eseguito l'intervento.
A quel punto il valore dei titoli entra nel piano economico, e come ci entra è una clausola contrattuale: possono restare al cliente, andare a chi ha eseguito, o dividersi. Se il contratto non lo dice, se ne accorgono tutti al primo riconoscimento.
La trappola del preventivo
Il valore di un TEE non è fisso: si forma su un mercato e si muove. E il riconoscimento non è automatico — dipende dall'ammissibilità dell'intervento e dalla qualità della rendicontazione.
Un preventivo che sottrae i TEE dal costo prima che siano stati riconosciuti sta scontando una cosa che potrebbe non arrivare, o arrivare più piccola. La forma onesta tiene le due voci separate: quanto costa l'intervento, e quanto potrebbero valere i titoli, con scritto chi si prende il rischio se valgono meno.
Quali interventi danno diritto ai titoli
Il meccanismo non premia l'intervento in se': premia il risparmio dimostrabile rispetto a cio' che sarebbe successo senza. E' la differenza che spiega perche' due interventi identici su due edifici diversi possano valere numeri diversi, o uno valere e l'altro no.
Rientrano le tecnologie che riducono il consumo di energia primaria: recuperi termici, efficientamento di centrali e reti, cogenerazione, motori e sistemi di regolazione, illuminazione, interventi sull'involucro. La sostituzione di un impianto arrivato comunque a fine vita, invece, vale meno o non vale: parte del risparmio sarebbe arrivato lo stesso.
L'ammissibilita' si valuta prima di mettere i titoli a piano economico, e va valutata sull'intervento specifico. Le regole cambiano nel tempo, ed e' uno dei punti in cui una scheda tecnica di due anni fa induce in errore.
Per quanti anni vengono riconosciuti
Un intervento non genera titoli per sempre: ne genera per un periodo definito, legato alla vita utile riconosciuta a quella tecnologia. Finito quello, il risparmio continua ma i titoli no.
La conseguenza sul piano economico e' che i titoli sono un ricavo a termine dentro un contratto che spesso dura di piu'. Chi costruisce il piano deve dire in quale anno quel ricavo si esaurisce, e cosa lo sostituisce: se il canone regge solo finche' arrivano i titoli, il problema e' rinviato, non risolto.
Le domande che ci fanno
Un TEE quanto vale in euro?
I certificati bianchi si sommano alle detrazioni fiscali?
Chi incassa i titoli, il cliente o la ESCo?
Clever cura la rendicontazione dei titoli sugli interventi che realizza.
Verifica l'ammissibilità