Baseline energetica
- Per esteso
- consumo di riferimento
- In una riga
- Il consumo di partenza, corretto dal clima e dall'uso dell'edificio, contro cui si misura il risparmio. È il numero che rende verificabile una garanzia.
- Riferimento normativo
- IPMVP · ISO 50015 · UNI CEI EN 16247
In questa pagina
Il risparmio non si vede: si calcola
Dopo un intervento la bolletta è più bassa. Quanto di quel calo è merito dell'intervento? Se l'inverno è stato mite, una parte sarebbe arrivata comunque. Se nel frattempo si sono aggiunte due unità o è cambiato l'orario di accensione, una parte è andata nella direzione opposta.
La baseline serve a togliere di mezzo queste domande prima che diventino una discussione: è il consumo storico dell'edificio, corretto per le variabili che non dipendono dall'intervento. Il risparmio è la differenza fra la baseline corretta e il consumo misurato dopo — non fra la bolletta di quest'anno e quella dell'anno scorso.
Cosa si normalizza
Le variabili sono sempre le stesse e sono poche: la severità dell'inverno, che si misura in gradi giorno; la superficie effettivamente riscaldata; le ore di occupazione e il profilo d'uso; i cambi di destinazione. Nei processi industriali si aggiunge il volume di produzione, che di solito è la variabile dominante.
Il numero di anni storici da usare non è un dettaglio: troppo pochi e un anno anomalo pesa troppo, troppi e si porta dentro un edificio che non esiste più. Ci si ferma di solito su alcune stagioni complete, scelte e motivate.
Quando si ricalcola
Un contratto serio elenca gli eventi che fanno rifare il conto: un ampliamento, un cambio d'uso, un pezzo di edificio che entra o esce dal perimetro, un guasto prolungato. Si chiamano rettifiche, e il punto non è quanto sono generose ma che siano scritte prima: una rettifica negoziata a consuntivo è la ragione per cui certi contratti a prestazione finiscono davanti a un avvocato.
Se ti stanno proponendo un EPC e la baseline non è un allegato con dentro dati, metodo e periodo, il contratto non ha un fondo: ha una promessa.
Quali dati servono
Una baseline si costruisce su tre famiglie di dati, e la mancanza di una qualsiasi la rende discutibile.
I consumi, per tutti i vettori e per piu' stagioni complete, presi dalle fatture o dai contatori. Le variabili indipendenti, cioe' cio' che fa variare il consumo senza che nessuno lo decida: i gradi giorno del periodo, le ore di occupazione, la superficie riscaldata, e nei processi industriali il volume prodotto. E il perimetro: quali edifici, quali impianti, quali utenze rientrano nel conto e quali no.
Il perimetro e' la parte che si dimentica piu' spesso ed e' quella che fa saltare i conti: un'utenza inclusa nella baseline ed esclusa dalla misura dopo, o viceversa, produce un risparmio apparente che non esiste.
Se i dati storici non ci sono
Capita: un edificio nuovo, un cambio di gestione che ha portato via l'archivio, contatori installati l'anno scorso. In quel caso la baseline non si inventa — si misura.
Si installa la strumentazione e si osserva per un periodo concordato prima di far partire il contratto a prestazione, oppure si costruisce un modello di calcolo dichiarando che di modello si tratta, con le sue ipotesi scritte. Le due strade sono entrambe legittime; quello che non e' legittimo e' presentare una stima con la stessa faccia di una misura.
Le domande che ci fanno
Chi decide la baseline?
E se dopo l'intervento cambia l'uso dell'edificio?
Bastano le bollette per costruirla?
Nei contratti Clever la baseline è un allegato, con dentro i dati e il metodo di calcolo.
Chiedi di vederla