Cleverse
Corridoio di un edificio pubblico storico, con radiatori sotto le finestre

Il patrimonio pubblico si riqualifica anche senza anticipare i fondi.

Scuole, uffici, palestre, illuminazione. L'intervento può essere finanziato da noi e ripagato con il risparmio, dentro un contratto in cui il risultato è nostro.

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Cosa risolviamo

Il vincolo non è tecnico

Quasi sempre l'ente sa già cosa andrebbe fatto: la scuola con la centrale del 1990, la palestra che consuma come tre uffici, i corpi illuminanti mai sostituiti. Quello che manca non è la diagnosi, è la cassa nell'anno in cui servirebbe.

Così l'intervento slitta, e nel frattempo la spesa corrente per l'energia continua a uscire ogni anno, più alta di quanto sarebbe dopo.

Cosa permette un contratto a prestazione

L'ente non compra una fornitura, affida un risultato: un livello di servizio e un risparmio garantito, per una durata definita. L'investimento può essere a carico di chi esegue, che si ripaga con il risparmio prodotto.

Il che sposta anche la responsabilità. Se il risparmio non arriva, non è un contenzioso sull'esecuzione: è una penale prevista dal contratto.

Come funziona

Dal patrimonio alla gestione

  1. Ricognizione del patrimonio
    Consumi per edificio, stato degli impianti, priorità. Serve a capire da dove si comincia: quasi mai gli edifici peggiori sono quelli che si pensava.
  2. Progetto e procedura
    L'oggetto dell'affidamento è una prestazione — un risparmio garantito e un livello di servizio — non una fornitura di macchine. La forma della procedura va costruita con l'ufficio gare, perché è lì che questi contratti si complicano.
  3. Realizzazione e gestione
    Realizziamo, conduciamo e manteniamo per la durata del contratto, con la misura del risparmio che è parte del servizio e non una relazione di fine anno.

Dove interveniamo

Il patrimonio che si riqualifica prima

Scuole

Centrali termiche vecchie, involucri disperdenti e un uso concentrato in poche ore. Sono gli edifici dove l'intervento cambia insieme la bolletta e il comfort in aula.

Impianti sportivi

Palestre e piscine hanno un fabbisogno di calore lungo e costante: è la condizione in cui cogenerazione e recuperi termici rendono davvero.

Illuminazione pubblica

Consumo continuo, misurabile e con un tempo di ritorno fra i più brevi. È spesso il primo lotto, quello che finanzia i successivi.

Chi siamo

Quello che c'è dietro

13
filiali in Italia
1972
l'anno in cui abbiamo cominciato
UNI CEI 11352
ESCo certificata

Le domande che ci fanno

L'ente deve anticipare i fondi?
Non necessariamente: esistono forme in cui l'investimento è a carico di chi esegue e viene ripagato con il risparmio generato per la durata del contratto. Quale forma sia praticabile dipende dal quadro normativo applicabile e va verificato con l'ufficio competente prima di impostare la procedura.
Di chi sono gli impianti alla fine del contratto?
È un punto che il contratto deve dire esplicitamente. Nella maggior parte dei casi gli impianti restano all'ente alla scadenza, ma non è automatico e non va dato per scontato: se non è scritto, manca un pezzo.
Come si verifica che il risparmio ci sia stato davvero?
Con il metodo di misura e verifica concordato nel contratto, applicato a un consumo di riferimento fissato prima dei lavori e corretto per clima e uso degli edifici. Dove i numeri contano, si nomina un terzo indipendente che li certifica.
Vale anche per un solo edificio?
Sì, ma la convenienza cresce con il numero di edifici: la parte fissa del contratto si distribuisce, e diventa possibile usare i risparmi degli interventi rapidi per finanziare quelli lunghi.

Se avete i consumi degli edifici comunali degli ultimi anni, da quelli si capisce già da dove converrebbe cominciare. È il primo incontro, e non costa niente.

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