Terzo responsabile
- Per esteso
- terzo responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto termico
- In una riga
- Il professionista o l'azienda a cui il proprietario delega la conduzione e la manutenzione dell'impianto termico, e con esse la responsabilità di legge.
- Riferimento normativo
- DPR 74/2013, art. 6
In questa pagina
Chi è responsabile, prima della delega
Ogni impianto termico ha un responsabile per legge, anche quando nessuno lo ha nominato. Nelle case è l'occupante o il proprietario. In un condominio con impianto centralizzato è l'amministratore, che risponde della conduzione dell'impianto come risponde delle altre parti comuni.
La delega a un terzo responsabile serve a spostare quel ruolo su chi ha i mezzi e le competenze per esercitarlo: chi accende e spegne, chi tiene il libretto, chi fa fare i controlli nei tempi, chi risponde se un controllo non è stato fatto.
Cosa passa e cosa resta
Passa l'esercizio: conduzione, manutenzione ordinaria, controlli periodici di efficienza energetica, tenuta e aggiornamento del libretto di impianto, rapporti con l'autorità che ispeziona.
Non passa la proprietà, e con essa non passano gli obblighi del proprietario. Se l'impianto va adeguato, l'adeguamento lo decide e lo paga chi possiede. E non passa la responsabilità della scelta: delegare a un soggetto senza i requisiti non mette al riparo chi ha delegato. È il punto su cui gli amministratori si fanno più male, perché la delega viene raccontata come uno scarico completo e non lo è.
Quando la delega diventa obbligatoria
Sopra una certa potenza dell'impianto il DPR 74/2013 non lascia la scelta: la delega va fatta, salvo che chi possiede abbia lui stesso i requisiti richiesti. Sotto quella soglia resta una facoltà, e la si esercita quasi sempre per la stessa ragione pratica — un amministratore che segue decine di stabili non può presidiare in proprio le scadenze di ciascuno.
La nomina va comunicata all'autorità competente e annotata sul libretto. Una delega scritta in uno scambio di e-mail e mai formalizzata, nei fatti, non c'è.
Come si nomina
La nomina e' un atto scritto, non un accordo verbale ne' una clausola nascosta in un contratto di manutenzione. Deve identificare l'impianto, indicare il soggetto delegato e la data da cui la delega ha effetto.
Da li' discendono due adempimenti che spesso restano indietro: l'annotazione sul libretto di impianto e la comunicazione all'autorita' competente per i controlli — in genere la Provincia o la Citta' metropolitana, secondo come e' organizzata la regione. Una delega firmata e mai comunicata, per chi verifica, e' come se non ci fosse.
Come si revoca, e cosa succede in mezzo
La delega si chiude in due modi: per rinuncia del terzo responsabile o per revoca di chi l'aveva conferita. In entrambi i casi la responsabilita' torna al proprietario o all'amministratore dal momento in cui l'atto ha effetto — non dal momento in cui viene scritto.
E' l'intervallo a essere pericoloso. Fra una delega che finisce e la successiva che comincia l'impianto resta senza un responsabile designato, e i controlli periodici non si fermano ad aspettare. I tempi di preavviso e la data di decorrenza vanno guardati quando si firma, non quando servono.
Le domande che ci fanno
L'amministratore può essere lui il terzo responsabile?
La delega libera l'amministratore da ogni responsabilità?
Serve una delibera assembleare per nominarlo?
Cosa succede se il terzo responsabile rinuncia?
Clever assume il ruolo di terzo responsabile sugli impianti termici che conduce.
Chiedi una verifica